Per dimagrire ora si può interrogare il Dna

Per dimagrire ora si può interrogare il Dna

Un test per conoscere come i geni condizionano il metabolismo

Non è la solita dieta. Immaginiamo di poter guardare quello che accade nel metabolismo dopo avere mangiato il nostro piatto preferito. Il modo in cui il cibo viene assimilato, lo stress che il corpo produce nel farlo, come ne stocca i grassi e ne elimina le tossine. A questo punto ogni dettaglio sarà perfettamente chiaro: sia che si voglia dimagrire, mantenere il peso forma o ingrassare. Tutto questo è infatti scritto nel proprio patrimonio genetico. E, a voler fare un po’ di gossip, pare sia la dieta basata sul Dna il segreto dietro la forma di star come Eva Mendes e Uma Thurman, mentre Jessica Alba se ne sarebbe servita per prevenire gli improvvisi attacchi di fame. Resta il fatto che il Dna non mente e non cambia nel corso della vita.

Conoscere il comportamento dei propri geni e scoprire come il metabolismo reagisce ai vari nutrimenti permette di elaborare una dieta personalizzata efficace e sicura.

Basta un prelievo di saliva: il test analizza il metabolismo dei glucidi e quello dei lipidi,l’intolleranza al lattosio, il «pannello» dei geni legati allo stress ossidativo, il metabolismo osseo. Oltre allo stile di vita e alle preferenze di gusto. Certo, perché anche il nostro comportamento alimentare è definito dalla genetica: Ciascuno di noi nasce con la capacità di percepire l’amaro, il dolce e il salato in un modo che è geneticamente determinato. E questo influisce sulle nostre scelte a tavola . Il 30 per cento della popolazione italiana non percepisce, ad esempio, l’amaro. Il 10-15 per cento lo percepisce invece in modo molto accentuato. Chi appartiene a quest’ultima categoria ha un rifiuto per cavoli, cavolfiori, broccoli, radicchio, cioccolata fondente, pompelmo. Ed evitare sempre questi alimenti ha sicuramente un impatto sulla salute». Analizzare la componente biologica della propensione ai gusti, in particolare valutare le varianti del recettore per l’amaro, permette di ritagliare una dieta personalizzata il più possibile “palatabile” e che comprenda, magari cucinati in modo che diventino accettabili, i nutrimenti che si tende a rifiutare.

 

Anche l’attività fisica ha una componente genetica, meno evidente ma importante. «Verificare la base genetica delle fibre muscolari e la loro capacità di contrazione, ci può indirizzare verso le attività di tipo aerobico o anaerobico che più ci favoriscono. Insomma, capire le informazioni genetiche è un enorme vantaggio nelle mani dei nutrizionisti e dei personal trainer».

I nutrizionisti, così, possono creare la dieta più idonea, ma che tenga anche conto dei cibi più graditi al palato e coerenti con il modo di vivere. «Il test, oltre a indicare il regime alimentare corretto per garantire il peso forma, è utile per scoprire la predisposizione verso malattie metaboliche come il diabete, l’obesità, l’infarto, l’ictus, l’ipertensione, l’osteoporosi». Quanto allo stress, «anche in questo caso si valuta un gruppo di geni coinvolto nei processi ossidativi per vedere se c’è o meno un “assetto protettivo”. Quindi si stabilisce come correggere eventuali carenze».

La dieta del Dna è anche un valido alleato per la pre-chirurgia estetica: infatti può essere un alleato ai tradizionali interventi come la liposuzione, l’addominoplastica e il lifting di braccia e cosce sia per arrivare in sala operatoria dimagriti, con peso stabile, sia per guarire nel migliore dei modi e far durare nel tempo i risultati. Il calo di peso repentino non è mai salutare, oltre a dare lassità cutanea. Con questo tipo di dieta, invece, il “ricondizionamento” del metabolismo è graduale, secondo un approccio di dieta mediterranea, e senza l’obbligo di pesare i cibi. Una rieducazione che porta ad eliminare gonfiori, cerchi alla testa, in cambio di vitalità e energia. E che viene monitorata per un anno con consulenze dirette con il nutrizionista.

Fonte:  Tuttoscienze

 

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